On the path of the butterfly- The real art of travelling

Written by Marta (scroll down for the Italian version)

Sitting in the heavenly garden of our guesthouse, I look at the mountains around us, the snow and the sun and I realize that I couldn’t be happier.

Until a few months ago, if someone had asked me where this region was, I would not have had the slightest idea. Today, sitting in the green garden of this guesthouse with its green colors and snowy mountains and blue sky, I wonder how we could not have known before.

A few months ago we were still very worried and very committed to solving too many bureaucratic things, too many work things. In our mind there was no time to think about anything else. There was no time to look at anything else, but above all to observe.

In this almost one month of travel, we had to re-learn the art of observing and listening. We have listened to stories of a difficult past, of unjust and senseless wars (when has one ever been fair?). We discovered and observed different ways of living, cooking and speaking. We rediscovered the beauty of waking up and deciding what to do with our time. We have learned to observe each other, to understand when we need to stop and wait for each other, to help with our backpacks or simply to hug each other.

But above all, we have discovered that the journey is not just about discovering new places, taking beautiful photos and trying to save everything in our hearts and minds. Travelling is opening up to the infinite possibility of getting to know the people who make this place unique in the world, every time. It is asking, smiling and thanking. It is to let the host know that you are not there just to be a mere spectator, but an appreciating guest. That you are there not to judge but to understand. Not to compare but to learn.

So we learned that Istanbul is made up of a thousand parts of the city that will steal your heart. We learned that Armenia has a breathtaking nature, as well as a centuries-old amazing history. We learned that Georgia is a country that almost looks like Italy, with its passion for wine, loud chatting and sweet life. But above all we have learned that in every city, country, place where we have been, there is a person, a message, a story for which it is worth sitting down and listening.

Today thousands of butterflies fly around us while we sit in the garden of the guesthouse in Kazbegi. Yesterday, walking towards the glacier of Mount Kazbeg, Alex, pointing to the butterflies said well

Look, butterflies always fly up the mountain

Nature, in small doses, always teaches us what to do: fly high, where we can recognize that we are made not only of one, but of a thousand fantastic landscapes.

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Scritto da Marta

Seduti nel giardino paradisiaco della nostra guesthouse, guardo le montagne attorno a noi, la neve e il sole e mi rendo conto che non potrei essere piu’ felice.

Fino a qualche mese fa, se qualcuno mi avesse chiesto dove si trovasse questa regione, non avrei avuto la minima idea. Oggi, seduta nel giardino verde di questa guesthouse dai colori verdi e dalle montagne innevate e il cielo blu, mi chiedo come non abbiamo potuto saperlo prima.

Qualche mese fa eravamo ancora preoccupatissimi e impegnatissimi a risolvere troppe cose burocratiche, troppe cose lavorative. Nella nostra mente non c’era tempo di pensare a nient’altro. Non c’era tempo di guardare altro, ma soprattutto di osservare.

In questo quasi un mese di viaggio, abbiamo dovuto reimparare l’arte dell’osservare e dell’ascoltare. Abbiamo ascoltato storie di passati non facili, di guerre ingiuste e insensate (quando mai una lo é stata?). Abbiamo scoperto e osseravato modi diversi di vivere, di cucinare, di parlare. Abbiamo riscoperto la bellezza dello svegliarci e di decidere di cosa fare con il nostro tempo. Abbiamo imparato ad osservarci, a capire quando abbiamo bisogno di fermarci ad aspettare l’altro, ad aiutarlo con lo zaino o a semplicemente abbracciarlo.

Ma soprattutto, abbiamo scoperto che il viaggio non é scoprire solamente nuovi posti, fare delle stupende foto e tentare di salvare il tutto nel cuore e nella mente. Viaggiare é aprirsi all’infinte possibilita’ di conoscere le persone che fanno di quel posto un posto unico al mondo, ogni volta. E’ chiedere, é sorridere,é ringraziare. E’ far sapere alle persone che ti ospitano nella loro terra che tu sei li non per essere un mero spettatore, ma un interssato ospite. Non per giudicare ma per capire. No per comparare ma per imparare.

Cosi abbiamo imparato che lstanbul é fatta di mille parti della citta’ che ti rapiscono il cuore. Abbiamo imparato che l’Armenia ha una natura che ti toglie il fiato, cosi come la secolare storia. Abbiamo imparato che la Georgia é un paese che sembra quasi l’Italia, con la sua passione del vino, del chiaccherare ad alta voce e della dolce vita. Ma soprattutto abbiamo imparato che in ogni citta, paese, posto in cui siamo stati, c’è una persona, una messaggio, una storia per cui vale la pena sedersi ed ascoltare.

Oggi attorno a noi volano migliaia di farfalle mentre sediamo nel giardino della guesthouse di Kazbegi. Ieri, camminando verso il ghiacciaio del monte Kazbeg, Alex, indicando le farfalle ha ben detto

Guarda, le farfalle volano sempre verso l’alto

La natura, in piccole dosi, ci insegna sempre cosa fare: volare in alto, dove possiamo riconoscere che non siamo fatti solo d’uno, ma di mille fantastici paesaggi.

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